Una voce per Fabrique: Viviana Rapisarda

Viviana Rapisarda

È un’amica di Fabrique, tanto da aver presentato qualche tempo fa una delle serate promosse dalla rivista del nuovo cinema italiano: incontriamo l’energica ed elegante Viviana Rapisarda, speaker delle emittenti più note della Capitale, Radio Globo e Dimensione Suono Roma.

«Mi sono divertita molto – ha ricordato Viviana – Fabrique è una realtà che mancava nel panorama cinematografico e io la seguo sin dagli esordi. È stata la mia seconda volta da presentatrice. Trovarsi in mezzo a tanti artisti è sempre un’emozione e, grazie a questa esperienza, ho conosciuto addetti ai lavori con interessanti storie da raccontare. Inoltre, una serata che fonde musica e cinema è il massimo per chi nella vita fa radio».

QChe effetto fa salire sul palco?

ASul palco c’è un’adrenalina diversa, strana… Ma mi piace! La radio, chiaramente, è un mondo totalmente diverso, in cui non vediamo e lasciamo più spazio all’immaginazione. È una delle poche forme d’intrattenimento ancora non legata all’immagine.

QParliamo del tuo rapporto con la Settima Arte…

ADirei che mi accompagna da sempre. Mi sono avvicinata al grande schermo con le commedie romantiche per eccellenza: Pretty Woman e Dirty Dancing. Ma anche grazie a un potente film drammatico come L’odio. Adoro anche Gomorra – La serie. Il bello del mio lavoro è che riesco a stare molto a contatto con il cinema. Ho un debole per i film che parlano di Roma e aver intervistato Bob Sinclair – dj legato al cinema dal film La grande bellezza – è una delle esperienze che ricordo con maggior piacere, così come le interviste con Stefano Sollima e Claudio Amendola. A Dimensione Suono Roma, con la mia rubrica, in qualche modo ero parte anche io del mondo del cinema. Ora, a Radio Globo, mi dedico prevalentemente al settore musicale, ma il cambiamento è sempre un’evoluzione positiva.

QDa professionista navigata, cosa pensi del fenomeno delle web-radio?

ATi confesso che anche io ho cominciato con la web-radio. È una vera e propria palestra, un punto di partenza che offre occasione di emergere a molti talenti. Può diventare un mestiere a tutti gli effetti, ma temo che finché non arriverà a poter essere ascoltata, per esempio, in macchina, sarà sempre penalizzata.

QPuò esistere, secondo te, un punto di contatto tra radio e cinema?

ACerto: la radio è un mezzo di diffusione e, come tale, può dar voce al cinema e modo agli artisti di farsi conoscere. Sono due mondi diversi che hanno in comune lo studio della dizione e la curiosità.  Io per prima sono arrivata a lavorare in radio dopo aver fatto teatro e, ripeto, corsi di dizione. Tempo fa un giovane aspirante regista mi chiese di essere la protagonista del  suo documentario! Voleva raccontare la vita di uno speaker, cosa fa fuori onda e nei momenti “segreti” agli ascoltatori. Avrebbe potuto essere un buono spunto per stabilire una connessione e poi sarei stata coinvolta in prima persona. Chissà se verrà mai realizzato!