CTRL+Z: Margherita Giusti Hazon e le tre storie per il cinema

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CTRL+Z, battesimo letterario della giovane scrittrice milanese Margherita Giusti Hazon, è un viaggio emozionante lungo diverse epoche: quello di Emilie e Philippe nella Parigi dei fratelli Lumière, quello di Marie e Lawrence nella Vienna di Mozart, quello di Sofia e Michele in una Milano contemporanea. Abbiamo fatto due chiacchiere con lei per esplorare la genesi, lo sviluppo e i temi alla base del romanzo, che ha molto a che vedere con il cinema.

Q Il tuo è un racconto fatto di immagini, quale pensi sia la loro forza nella costruzione dell’immaginazione del lettore?

A Le immagini hanno una potenza indescrivibile. Possono rivelare tutto senza bisogno di parole. Sarà sempre più forte e profonda un’immagine rispetto a una descrizione. Mi piace fornire a chi leggerà alcuni piccoli ma importanti dettagli per fare in modo che possano vedere le cose come le ho immaginate io. Tener vivo l’interesse inserendo indizi che al momento possono sembrare inutili ma che dopo magari cinquanta pagine si rivelano importanti.

Q È innegabile l’importanza delle arti in CTRL + Z: cinema degli albori, letteratura e musica. A quale di queste discipline sei più legata?

A Cinema, letteratura e musica sono da sempre la mia salvezza contro il mondo. Il cinema però ha nella mia vita un primato assoluto. Ha il potere d’immergerti in storie, vite, mondi paralleli e farti dimenticare tutto il resto. Io sono una di quelle persone che quando si sente giù non chiama un amico ma guarda un film. Da sempre, fin dalle sue origini, il cinema è la più grande delle illusioni, un trucco. Non sarei la persona che sono se non avessi incontrato la passione per il cinema sul mio percorso.

Q Quella degli incastri spazio-temporali tramite flashback – che tu usi ampiamente – è del resto una tecnica narrativa molto cinematografica…

A Amo molto i flashback, anche se alcuni la considerano una “furbata”. Per me è una delle cose più romanzesche in assoluto. Il flashback dà accesso a quel luogo proibito in cui nella vita vera raramente abbiamo accesso: il passato delle persone. Spesso serve per mostrare allo spettatore/lettore le origini del fatal flaw del protagonista. CTRL + Z è tutto un flashback e un flashforward, un continuo avanti e indietro nel tempo, poiché quando vivi qualcosa di grande il prima e il dopo non hanno più importanza.

Q Il libro racconta di rimpianti, speranze e preoccupazioni. Possiamo definirlo un romanzo esistenziale intriso di nostalgia?

A Direi di sì. La nostalgia è il sentimento in cui vivono i due protagonisti, sempre rivolti al passato, chiusi nella loro sofferenza e nei ricordi. In questa spirale cupa spicca l’empatia, che è quella cosa che ti fa legare alle persone simili a te. Ti dà la possibilità di vedere cose invisibili agli occhi. La nostalgia, invece, può sembrare un sentimento pericoloso, ma in realtà è quello che dà ispirazione e che crea, nutre e arricchisce la nostra vita interiore.

Q Questo è il tuo esordio, ma dove vuole arrivare Margherita?

A Per il futuro mi auguro di continuare a raccontare storie. Sotto forma di romanzi e sceneggiature. Se una storia è potente sono certa che troverà sempre la luce. Al momento sto scrivendo una sceneggiatura ambientata ai giorni nostri a Milano – la storia di tre amici alla ricerca del loro posto nel mondo – e poi, qualche mese fa, qualcosa mi ha dato l’ispirazione per un nuovo romanzo, una favola gotica ambientata sull’isola della Giudecca. Ma il più grande sogno è che CTRL+Z diventi un film.