Angela e Marianna Fontana, gemelle diverse

Angela e Marianna Fontana
Foto: Roberta Krasnig; Stylist: Stefania Sciortino; Abiti: Manila Grace

Sono state “indivisibili” sul set del film di Edoardo de Angelis; sono inseparabili nella vita di tutta i giorni. Bastano pochi minuti per essere conquistati dalla loro genuinità e contagiati dal loro entusiasmo.

Angela e Marianna hanno vent’anni e sono cresciute a Maddaloni, in provincia di Caserta: «Lì non c’è neppure una sala cinematografica ride Marianna – eppure i film ci hanno sempre irresistibilmente attratte. Adoriamo le storie e le atmosfere di Kim Ki-duk e David Lynch e studiamo musica e recitazione sin da piccole».

«Avevamo 16 anni quando abbiamo incontrato Edoardo de Angelis per la prima volta continua Angela abbiamo sostenuto un provino per il suo episodio di Vieni a vivere a Napoli, ma ci ha scartate. Tuttavia, è stata proprio quell’esperienza ad accendere una Iuce in noi e a farci capire che recitare era ciò che volevamo davvero. E quando Edoardo, un paio d’anni dopo, ci ha chiamate per interpretare Indivisibili, non riuscivamo a crederci».

QNel film siete Dasy e Viola, due gemelle siamesi. In che modo il regista vi ha guidate nel dar vita ai vostri personaggi?

AMarianna: «Premetto che per noi passare molto tempo insieme è normale. Naturalmente sul set il lavoro di coppia è stato molto intenso, abbiamo subito una vera e propria trasformazione dal punto di vista fisico. Il regista ci ha fatto vedere La donna scimmia di Marco Ferreri e documentari sul tema della diversità. Ci ha chiesto anche di scrivere dei diari come se fossimo davvero i nostri personaggi. Io ero completamente assorbita da Dasy, ho resettato me stessa. Per prepararci dormivamo, mangiavamo e ci comportavamo come se fossimo davvero siamesi. Tuttavia, essere sorelle ha reso tutto piuttosto naturale; se fossimo state due estranee, sarebbe stata certamente più dura».

AAngela:

«Questo però non toglie che il film è stato una sfida a tutto tondo. Le scene in cui litighiamo o ci buttiamo in acqua sono state molto forti a livello emotivo… Abbiamo vissuto fino in fondo ogni momento, al punto che a stento ricordo cosa ho provato interpretando Viola: ero lei a 360 gradi. Il nostro obiettivo era che il risultato fosse realistico. Il lungo allenamento ha fatto sì che essere siamesi diventasse la nostra forza e rendesse tutto naturale».

QRicordate qualche imprevisto in fase di riprese?

AAngela: «Io e Marianna non avevamo mai guidato il motorino da “attaccate” e, nella scena in cui scorrazziamo su due ruote, abbiamo rischiato di cadere un bel po’ di volte. Ma non è stato nulla in confronto a quando un branco di cani randagi ha iniziato a inseguirci… Abbiamo strillato come matte!».

QIl pregiudizio e la superstizione sono fra i temi principali di Indivisibili. Cosa ne pensate?

AA & M: «Il film invita a non essere superficiali e non giudicare dall’aspetto fisico. Per quanto riguarda la superstizione non possiamo negare che in aree geografiche come quella in cui è ambientata la pellicola sussistano ancora questi preconcetti. Ogni luogo, però, ha i suoi lati negativi e positivi e ci sono anche tante persone che hanno davvero voglia di crescere, migliorare e sognare. Il pubblico ci ha confermato di aver percepito tutto questo e di essersi emozionato, e per noi è una bella vittoria. Il riscontro positivo ci ha sorprese, così come i tanti premi vinti».

QLa famiglia è una presenza negativa nella vita di Dasy e Viola: sfrutta la loro diversità per trarne profitto. Che ruolo hanno avuto invece i vostri genitori nella vostra crescita professionale?

AMarianna: «La nostra famiglia è fantastica e ci ha sempre sostenute, lasciandoci libere e gioendo per i nostri successi. Mamma ci ha educate al cinema e alla musica, che per me sono complementari. Recitare è come cantare: bisogna seguire il ritmo e tenere il tempo. La musica è tutto, se non ci fosse non esisterebbe nemmeno il cinema e verrebbe meno anche l’emozione».

AAngela: «Sono d’accordo, musica e settima arte hanno moltissimo in comune: l’interpretazione, l’armonia. Noi abbiamo iniziato proprio cantando, e lo facciamo anche in Indivisibili. Però sentiamo che la recitazione è più nelle nostre corde. Dal punto di vista musicale dobbiamo ancora trovare la nostra strada. Però ascoltiamo di tutto: blues, jazz, soul. Enzo Avitabile, di cui nel film cantiamo Tutte eguale song’ ‘e ccriature, è un mito per noi».

QVi sentite cambiate dall’improvvisa popolarità?

AAngela: «Assolutamente no, siamo sempre le stesse. È vero, adesso ci riconoscono per strada e ci fermano per farsi una foto con noi… Ma, a parte questo, continuiamo a studiare e a imparare, restando coi piedi per terra. Crediamo tantissimo nello studio come continua ricerca. Non bisogna mai fermarsi».

QIn proposito, cosa consigliereste ai vostri aspiranti colleghi?

AA & M: «La situazione per i giovani emergenti può cambiare solo con la determinazione. Non mollate, inseguite ciò che volete e non cambiate mai, per nessuno! Se amate il cinema dovete credere nel vostro percorso. La situazione si sta smuovendo e c’è voglia, da parte dei cineasti, di affidare storie da raccontare a volti nuovi».

QE a voi due cosa riserva, invece, il futuro?

AAngela: «Sono la protagonista di Due soldati, il nuovo film di Marco Tullio Giordana, che è uno dei miei registi preferiti. Lavorare con lui è stato un onore e mi ha regalato un personaggio meraviglioso a cui ho dato il massimo. Mi aspettano, adesso, le riprese di Like me back di Leonardo Guerra Seràgnoli, che parla di come la realtà virtuale, in particolare quella legata ai social, stia influenzando le nostre vite. Ogni nuovo ruolo è una scommessa, ma spero di colpire soprattutto le ragazze».

AMarianna: «Io sarò nel cast del nuovo film di Mario Martone, ma non posso rivelare niente di più, se non che adoro il copione e che lui è un maestro, uno dei pochi in Italia che ammiro: ho amato i suoi lavori teatrali».

QIndivisibili è soprattutto la storia di una separazione. Come vi sentite all’idea di intraprendere carriere parallele?

AMarianna: «Siamo tranquille, separarci lavorativamente non ci spaventa. Siamo abituate a confrontarci e confidarci su tutto, proviamo le battute insieme e ci diamo consigli. Se mia sorella supera un provino mi sento felice come se fosse successo a me, anche quando siamo in competizione per lo stesso ruolo. Ci supportiamo a vicenda, sempre e comunque. Il nostro motto non può che essere: l’unione fa la forza».

Foto: Roberta Krasnig
Stylist: Stefania Sciortino
Makeup: Giulia Gotti@Simone Belli Agency – using: ALIKA Cosmetics
Hair: adrianococciarelli@harumi
Total look: Manila Grace